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MASSIMO GIUNTOLI IN: PIANO POETRY
16/02/2018

Venerdì 16 febbraio al Circolo Un Tubo il compositore milanese in concerto con l'originale progetto dedicato alla poesia americana, musicata e cantata in lingua originale. Prossimo appuntamento 22 febbraio con F.I.T. a Milano
Piano Poetry: Massimo Giuntoli a Siena!

UN TUBO
è lieto di presentare:

Venerdì 16 febbraio 2018
ore 22.00
Un Tubo
Via del Luparello n.2
Siena

MASSIMO GIUNTOLI IN:
PIANO POETRY
Massimo Giuntoli: pianoforte, voce, musica

testi di
Emily Dickinson, Walt Whitman, Gertrude Stein,
Jack Kerouac, Robert Creeley, Norman Mailer,
Danielle Marie Hurren, Massimo Giuntoli,
anonimo...

Prenotazioni: 0577 271312 / circolo@untubo.it
Prima consumazione al tavolo: 10/5 euro]

Nuovo importante appuntamento con Massimo Giuntoli, di volta in volta impegnato con ensemble multiformi all'insegna della musica di qualità. Dopo un fitto 2017 che ha visto Giuntoli in giro per la Penisola con i suoi progetti - pensiamo al successo raccolto al Festivaletteratura di Mantova con Singing American Poetry e alla due giorni dedicata a Robert Wyatt al TrentinoInJazz - il compositore milanese sarà al Circolo Un Tubo di Siena venerdì 16 febbraio per un nuovo concerto in solo di Piano Poetry.

Come per PIE GLUE! (dedicato alla Beat Generation) e Singing American Poetry (sulla poesia americana passata e presente), Piano Poetry presenta una scelta “in divenire” di testi poetici musicati da Massimo Giuntoli e cantati nella versione originale inglese. Come si evince già dal nome, Piano Poetry unisce la rivisitazione della poesia americana e la centralità del pianoforte in un percorso in solo all'insegna del dialogo tra testi e musica. In questa sua performance solitaria Giuntoli affronta la lingua inglese – sotto il profilo del coinvolgimento di un’audience non anglofona – con un piglio marcatamente ironico e "visionario", anche attraverso imprevedibili interpretazioni di testi "extra-poetici" dalla provenienza più disparata, in una sorta di divertito rimando al concetto dadaista di ready made. Si tratta infatti di una delle sue operazioni più emblematiche, che incarnano in pieno la sua idea di musica "mobile e intelligente", mai separata da riferimenti extra musicali e artistici in senso lato.

Compositore, performer, creativo urbano e artista multimediale, Massimo Giuntoli inizia la sua attività alla fine degli anni ‘70. Dichiaratamente debitore nei confronti di maestri quali Frank Zappa, Aaron Copland e la scena di Canterbury, Giuntoli ha sviluppato un proprio linguaggio contraddistinto da un disinibito andirivieni tra l'accademia e una rosa alquanto eterogenea di altri idiomi, con l’uso ricorrente, spesso reinventato, di tecnologie elettroniche della più varia specie. Attivo dal vivo, sia in italia che all'estero, dal 1980, ha pubblicato vari album di cui Diabolik e i sette nani (1982) e Giraffe (1992) ricercatissimi nel mercato del collezionismo. Nel corso degli anni si è impegnato in numerosi progetti che inglobano azione scenica e installazioni multimediali site specific, diventando così uno degli artisti italiani più eclettici e multiformi. Letteratura, architettura, elettronica, luoghi pubblici e siti storici e artistici: i lavori di Giuntoli trovano spazio e risonanza in location varie, nelle quali la riflessione sulla composizione, sul suono, sul rapporto con aree extramusicali è sempre significativa.

Prossimi appuntamenti di Massimo Giuntoli: sabato 22 febbraio F.I:T. (Found In Translation), Bezzecca Lab, Milano.

Massimo Giuntoli:
http://www.massimogiuntoli.com/

Un Tubo:
http://www.untubo.com/event/massimo-giuntoli-piano-poetry/

MASSIMO GIUNTOLI (Milano, 1959)

Compositore, performer, creativo urbano e artista multimediale, dopo gli studi di pianoforte con Dante Galletta e Marvin Allen Wolfthal inizia la sua attività alla fine degli anni ‘70.
Dichiaratamente debitore nei confronti di maestri quali Frank Zappa, Aaron Copland e la scena di Canterbury, Giuntoli ha sviluppato un proprio linguaggio contraddistinto da un disinibito andirivieni tra l'accademia e una rosa alquanto eterogenea di altri idiomi, con l’uso ricorrente, spesso reinventato, di tecnologie elettroniche della più varia specie.

Dal 1980 a oggi ha preso parte a numerose rassegne, in Italia e all'estero. L'Lp Diabolik e i sette nani (1982) e il cd Giraffe (1992), recensiti dalla stampa specializzata internazionale, sono tuttora ricercati nel mercato del collezionismo.

Nel corso degli anni la sua produzione lo ha impegnato in numerosi progetti che inglobano azione scenica e installazioni multimediali site specific, diventando così uno degli artisti italiani più eclettici e multiformi.
Letteratura, architettura, elettronica, luoghi pubblici e siti storici e artistici: i progetti di Massimo Giuntoli trovano spazio e risonanza in location varie, nelle quali la riflessione sulla composizione, sul suono, sul rapporto con aree extramusicali è sempre rilevante e significativa.

Con Pianoformance, che si avvale delle mirabolanti caratteristiche tecnologiche del pianoforte Disklavier, Giuntoli mette in scena il rapporto uomo/macchina attraverso un imprevedibile recital pianistico.
Morfeo al Ninfeo (1994) è una performance itinerante costruita nelle grotte e nelle sale di un ninfeo cinquecentesco.
Seguono la coreografica partita di scacchi viventi Torre del Bernabò; la suite Musici In Complotto per quattro esecutori (Ferdinando Faraò, Fabio Martini, Takumi Fukushima e lo stesso Giuntoli) che circondano il pubblico in un antico chiostro; Freezy, nella quale danza, teatro e musica danno vita a un ensemble di statue.

Nel 1995 Robert Wyatt, invitato da Radio Popolare a condurre un ciclo di trasmissioni incentrate sulle proprie preferenze musicali, include nella selezione Frrr!!!, tratta dal cd Giraffe.
Lo scrittore inglese Jonathan Coe gli affida l'arrangiamento di una selezione di brani di propria composizione, presentati al festival Collisioni da un ensemble cui prende parte lo stesso Coe.

Nel 2003 Giuntoli fonda lo studio Wizarp Urban Visions, dedicandosi alla progettazione di installazioni permanenti nello spazio pubblico e di elementi di scenografia urbana.
Nel 2009 collabora con Musea e Fabbrica Arte alla realizzazione del progetto espositivo The Art of Games, dove realizza un'installazione di suoni e luci per il Centro Saint Benin di Aosta. A partire dal 2010 la Regione Valle d'Aosta gli commissiona varie edizioni di sons et lumières per il Teatro Romano di Aosta, per le quali compone musica originale ed elabora la regia illuminotecnica.
Nel 2011 prende parte a Neoludica, 54. Biennale di Venezia (a cura di Debora Ferrari), dove presenta opere di grafica vettoriale e animazioni interattive. Nel catalogo, edito da SKIRA, pubblica il saggio You Can’t Stop.

Nel 2013 presenta PIE GLUE!, un concerto costruito su poesie della Beat Generation – musicate nella versione originale inglese – rappresentato in duo con la percussionista Clara Zucchetti.
Nello stesso anno fonda il duo HOBO, che coinvolge la violinista Eloisa Manera: una sorta di camera da musica itinerante che lo vede impegnato all’harmonium.
Nel 2014 con Esther Flückiger dà vita a HarpsyDuet, un duo di clavicembali dedito all’esplorazione di forme espressive contemporanee – di propria composizione – per questo strumento. In collaborazione con Bizzi Clavicembali e Accademia Europea Villa Bossi.
Torna a esplorare il controverso rapporto tra musica e testo con la solo-performance ODD SONGS, sequenza ininterrotta e instabile di no-word-songs, testi nonsense e neologismi neosonori.

Collabora come pianista e compositore con l’Altrock Chamber Quartet di Emilio Galante, è membro dell’Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò (1° classificata Top Jazz 2012, 2° classificata Top Jazz 2014).
Yamaha Music Europe gli commissiona Piano Store, una composizione per sei pianoforti, programmata per tre giorni consecutivi nell’ambito di Cremona Pianoforte.
Su incarico del Consorzio Sistema Bibliotecario del Nord Ovest sviluppa il progetto SOUND PLEASE, che prevede l’inserimento del pianoforte digitale nel contesto della biblioteca pubblica.
Nel 2013 dà vita ad ALTERAZIONI – Rassegna di musiche innovative, che ha luogo ogni anno a Lainate (MI - negli spazi di Villa Visconti Borromeo Litta e dell’Ariston Urban Center).
Nel 2014 dà inizio alla programmazione di INAUDITO – Segnali sonori dal sottobosco, che si svolge ogni mese al Masada di Milano.

Nel settembre 2016 presenta HOBO PLAYS ROBERT WYATT al Festivaletteratura di Mantova, in collaborazione con il giornalista e critico musicale Alessandro Achilli. Nello stesso mese pubblica con la Bunch Records il cd PIANO WARPS.
Fonda il duo U-GENE, progetto marcatamente “plugged” che vede come partner Silvia Cignoli alla chitarra elettrica.

Crea la solo-performance PIANO POETRY - che presenta nel contesto della biblioteca pubblica - per la quale musica poesie di Walt Whitman, Emily Dickinson, Gertrude Stein, oltre che testi propri e di giovani autori inediti.

Progetta e realizza il workshop VOX POPULI, che dà vita ad improbabili quanto surreali ensemble corali aperti a chiunque presenti i seguenti requisiti: “curiosità, mente aperta, spirito d’avventura”.

PIANO POETRY

Massimo Giuntoli: pianoforte, voce

testi di
Emily Dickinson,
Walt Whitman,
Gertrude Stein,
Jack Kerouac,
Robert Creeley,
Norman Mailer,
Danielle Marie Hurren,
Massimo Giuntoli,
Anonimo...

musica di
Massimo Giuntoli

Come già per PIE GLUE!, dedicato alla poesia della Beat Generation, Massimo Giuntoli con questa solo performance presenta una scelta “in divenire” di testi poetici musicati e cantati nella versione originale inglese.

Proprio la lingua inglese viene quindi affrontata – sotto il profilo del coinvolgimento di un’audience non anglofona – con un piglio marcatamente ironico e “visionario”, anche attraverso imprevedibili interpretazioni di testi “extra-poetici” dalla provenienza più disparata, in una sorta di divertito rimando al concetto dadaista di ready made.

Massimo Giuntoli:
www.massimogiuntoli.com
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