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Le Notizie di Informatutto
SI AVVICINANO LE ELEZIONI. CENERE TOSSICA A PIENE MANI
13/01/2018

Quella dell’assessore alla Sicurezza sembra essere diventata una vera e propria “caccia alle streghe”, infatti non pago di aver utilizzato per 6 mesi la polizia municipale di Portoria - Foce e di Albaro-Sturla per elaborare un dossier-profughi di 118 immigrati e di altri 300 “artisti di strada”, invece di utilizzare i Vigili Urbani in una città che ha il record di incidenti stradali,adesso sembra voglia fare schedatura anche in altri quartieri della nostra città.
Su questa questione che ha del paradossale, Genovasolidale ha scritto una lettera pubblicata ieri da tutte le più importanti testate di Genova. Anche Don Giacomo Martino, il parroco contestato da un gruppo di abitanti di Multedo,direttore dell’ufficio diocesano Migrantes, è intervenuto sulla questione sostenendo che “Il problema non si risolve schedando la gente”.
Ieri pomeriggio(giovedì 11 gennaio 2018) presso il Circolo dello Zenzero di via Torti, in una sala che non riusciva a contenere tutti i presenti, si è tenuta la conferenza “La condizione dei migranti in Italia alla luce della normativa attuale”. La relatrice, l’avvocato Alessadra Ballerini ha abbracciato a pieno la posizione di Genovasolidale. Raccontando di un importante provvedimento penale nei confronti di un aguzzino che gestiva un campo profughi in Libia, si è espressa così:
“Il più delle volte quando parlo con i profughi che arrivano a Lampedusa e poi qui non riesco a far dire loro quello che hanno subito in Libia, cose terribili ed inimmaginabili, come ustioni sul corpo da sacchetti di plastica, frattura delle ossa delle gambe da calcio di fucile, dopo essere stati tenuti appesi per ore se non per giorni interi. Ebbene di queste cose non parla nessuno e sono emerse a seguito di una sentenza nei confronti di un aguzzino che gestiva un”lager” in Libia. Beh, l’Assessore dovrebbe leggere almeno 20 volte al giorno quella sentenza”.
Intanto il crollo di un controsoffitto in un centro migranti di Sampierdarena ha dato il pretesto per sollevare altra cenere tossica: un Assessore comunale ha dichiarato che il centro ospitava un clandestino, notizia riportata anche a tutta pagina da una testata genovese nonostante sia stata smentita dalla Prefettura.
L’Assessore alla Sicurezza utilizza l’episodio per sostenere”che c’è un business sui richiedenti asilo”. Spetterà alle autorità competenti verificarlo. Certamente, con l’avvicinarsi del 4 marzo gli esponenti di alcuni partiti, stanno incrementando le loro campagne securitarie per fare business elettorare.
Genovasolidale insisterà affinchè il Sindaco non incentivi intorno a sé atteggiamenti persecutori nei confronti di individui verso i quali sarebbe invece opportuno attivare politiche di accoglienza.

per Genovasolidale Francesca Camponero




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