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“Le motivazioni dell’esplorazione umana dello spazio”
09/07/2021

Annunciati i tre finalisti del concorso “Le motivazioni dell’esplorazione umana dello spazio”: la premiazione venerdì 9 luglio nella giornata inaugurale della 5ª edizione del Festival dello Spazio
Dopo una accurata lettura e valutazione dei quattordici progetti in gara, la giuria del concorso “Le motivazioni dell’esplorazione umana nello spazio” ha selezionato i tre finalisti che esporranno i loro elaborati nella giornata inaugurale del Festival dello Spazio 2021, venerdì 9 luglio alle ore 12 a Busalla, presso Villa Borzino. Si tratta dei progetti presentati da Luca Michele Martulli, Marco Borghi e Chiara Nugnes: tra loro verrà dunque annunciato il nome del vincitore cui spetterà un premio di 1.200 euro.
Sarà il professore Giuseppe Tanzella-Nitti a svolgere il ruolo di voce della giuria, raccontando il percorso scelto per arrivare a decretare i finalisti e, dunque, l’elaborato vincitore. Uno stimolo alla riflessione sui fondamentali della ricerca e dell’industria spaziale verrà fornito invece da Morena Bernardini, Direttrice della Strategia di ArianeGroup, che consegnerà il premio al vincitore al termine delle presentazioni.
Il concorso “Le motivazioni dell’esplorazione umana dello spazio” è stato indetto dal Festival dello Spazio di Busalla nella sua quinta edizione, con lo scopo di incentivare giovani studenti e ricercatori a ragionare sui motivi che spingono il genere umano ad avventurarsi per il sistema solare ed oltre. Progettato in collaborazione con la Scuola Internazionale Superiore per la Ricerca Interdisciplinare (Sisri), il concorso è patrocinato dall’Università di Genova e dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ed è sponsorizzato da ArianeGroup.
Gli elaborati sono stati valutati in modalità blind (senza poter risalire al nome del candidato corrispondente), dai tre giudici designati: Andrea Sommariva, direttore del laboratorio sull’economia dello spazio della Bocconi; Roberto Battiston, fisico sperimentale, specializzato nel campo della fisica fondamentale, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana; Giuseppe Tanzella-Nitti, astronomo e professore ordinario di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università della Santa Croce.
Il voto, espresso in decimi, è articolato su tre piani di valutazione: il 40% del voto è stato attribuito al valore scientifico in relazione al tema specifico del concorso; la componente interdisciplinare e innovativa è stata considerata per un 30% e con la percentuale restante si è valutata la qualità della redazione e la correttezza formale (note, bibliografia, criticità espresse).

I finalisti del concorso
Tra i finalisti troviamo Luca Michele Martulli, attualmente post-doc di Ingegneria dei Materiali al Politecnico di Milano, barese di nascita, con due lauree in Ingegneria Aerospaziale conseguite all’Università di Pisa. «Ho deciso di partecipare al concorso perché sentivo la necessità di mantenere vivo il mio legame con il campo dell’esplorazione spaziale, campo da cui mi sono lavorativamente allontanato, ma che è stata la passione per la quale ho scelto il mio percorso di studi iniziale», dichiara Luca, che ha presentato l’elaborato dal titolo “Perché è difficile”, dimostrando quali sono i vantaggi, ma anche le complicazioni, di inserire umani a bordo delle missioni, e concludendo con una nota personale letteraria sulla natura umana.
Anche Marco Borghi, con il suo elaborato redatto in lingua inglese intitolato “Above and Beyond: A Holistic View of the Motivations for Human Spaceflight”, esprime la sua passione per l'intersezione tra fisica e politica internazionale, dando spazio a considerazioni interdisciplinari sul tema dell’uomo come elemento fondamentale dell’esplorazione spaziale.
Cresciuto ad Arese, nei dintorni di Milano, ha infatti conseguito una laurea in Relazioni Internazionali nel Regno Unito e, dopo la laurea magistrale alla London School of Economics si è spostato a Leuven in Belgio, per un master avanzato in studi spaziali specializzandosi in legge e politica spaziale. Attualmente lavora come consulente nel settore spaziale presso la compagnia SpaceTec Partners con sede di lavoro a Bruxelles.
“La nuova grande frontiera” è il titolo del progetto con cui la terza finalista, Chiara Nugnes, giovane scienziata milanese, racconta il ruolo dell’esplorazione spaziale nel percorso storico dell’umanità. «Perché ho partecipato al concorso? A tutti noi è capitato di guardare il cielo ammirare la volta celeste in tutto il suo splendore, immaginando mondi lontani e la vita su altri pianeti. Grazie al concorso ho approfondito alcuni aspetti riguardanti l'esplorazione spaziale a cui ancora non avevo mai pensato, è stato motivo di accrescimento personale e di stimolo per la mia spiccata curiosità». Attualmente borsista dell’Agenzia Spaziale Italiana presso l’Università di Pavia, Chiara Nugnes si è laureata in Scienze della Natura, occupandosi di sistemi biorigenerativi e coltivazione idroponica in ambienti estremi, entrando a far parte del progetto ReBUS.
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