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Fernando Sinaga Il Libro delle Sorti e dei Mutamenti
dal 30/10/2021 al 27/02/2022

a cura di Begoña Martínez e Pedro Medina
dal 30 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022

L’autunno al MAO si apre all’insegna dell’arte contemporanea: il Museo ospiterà la mostra “Il Libro delle Sorti e dei Mutamenti”, di Fernando Sinaga, artista spagnolo classe 1951 rappresentato dalla galleria Aural di Alicante e Madrid, anche quest’anno fra gli espositori di Artissima.

La mostra è un progetto site specific in cui alcune delle tematiche ricorrenti nelle opere di Sinaga vengono messe in relazione con il contesto museale, per lasciare spazio alla virtualità divinatoria dei processi artistici contemporanei tra Oriente e Occidente.

Al MAO l’installazione dialoga con due importanti volumi, una copia a stampa del classico cinese Il Libro dei Mutamenti (I Ching / Yijing) di metà Ottocento, proveniente della Biblioteca dell’Università La Sapienza di Roma, e un facsimile del Libro delle Sorti proveniente dalla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. Quest’ultimo esemplare è una pregevole riproduzione dell’opera omonima scritta da Lorenzo Spirito nel 1482.

L’opera di Sinaga affronta un tema presente in tutte le culture di ogni tempo e latitudine: quello del tentativo di immaginare il futuro. Un futuro che rimane però imperscrutabile e si fa via via meno intellegibile.
Nella mostra Il Libro delle Sorti e dei Mutamenti, in cui riaffiorano tutti i turbamenti già presenti in mostre precedenti come On Prediction (2003) e in opere come Oscillum (2009-2010), l’artista offre però nuovi spunti di riflessione sul suo lavoro sullo sfondo di un presente segnato dall'incertezza: ci troviamo in uno scenario di domande senza risposte, nel flusso di una trasformazione in continuo divenire, in bilico fra speranza e disorientamento.

Il lavoro di Sinaga ci riporta a un passato enigmatico e incomprensibile, agli antichi divieti inquisitoriali del XVI secolo, quando i testi di divinazione e i giochi d’azzardo erano proibiti, in quanto solo Dio era in grado di conoscere il futuro; l’installazione ci costringe anche a una riflessione sull’oggi: nonostante statistiche, previsioni e calcoli di probabilità, non siamo in grado di dire con certezza dove siamo diretti né quale sarà il nostro avvenire.

Orfana della visione del futuro e abbandonata al suo incerto destino, la mostra Il Libro delle Sorti e dei Mutamenti compie un'operazione poetica, creando uno spazio divinatorio dove tradizioni oracolari dell'Oriente e dell'Occidente si intrecciano e dispiegano predizioni, cercando di ordinare un tempo di discontinuità e di sparizioni. Un sistema di probabilità e di previsioni, di magico e soprannaturale che prendono forma nell'immaginario plastico dell’artista spagnolo.

La mostra è realizzata con l'appoggio di Acción Cultural Española grazie al Programma di Internazionalizzazione della Cultura Spagnola (PICE).

BIOGRAFIA
Fernando Sinaga (Saragozza, 1951) vive e lavora a Salamanca. La sua formazione artistica si svolge inizialmente nella città di Saragozza e poi, con l'inizio dei suoi studi di Belle Arti, a Barcellona. Nel 1976 termina gli studi presso la Scuola Superiore di Belle Arti a Madrid e riceve il Premio dalla Direzione Generale delle Belle Arti. Nel 1983, per il suo interesse per gli studi goethiani, ottiene una borsa di studio dal Fonds für freie Erziehung di Zurigo per proseguire gli studi sulla teoria del colore. Nel 1984 riceve un nuovo assegno di ricerca per studiare Public Sculpture negli USA. Al suo rientro, ottiene un posto di insegnante presso la Facoltà di Belle Arti di Salamanca, stabilendo la sua residenza in questa città fino a oggi.
Sinaga ha esposto le sue opere in diverse gallerie e musei in Spagna, Francia, Belgio, Germania e Stati Uniti. Nel 1989 ha partecipato alla XX Biennale Internazionale di San Paolo, Brasile. Il suo lavoro ha rappresentato la Spagna nel Padiglione Spagnolo dell'Expo di Hannover (2000) e la sua opera "Corpo Diamantino" è stata esposta nella mostra "Arte in Spagna, 1997-2002, Opere della Collezione d'Arte Contemporanea del Patio Herreriano" nella Manege Exhibition Hall di Mosca (2002). Nel 2005 è stato incluso nella mostra "Elevage de poussière e altri labirinti ottici" presso The Annex (New York) e nel 2010 ha partecipato alla mostra "El sterminating angel" al Palais de Beaux Arts, Bruxelles. La sua mostra "Ideas K" del MUSAC di León (2011) è stata presentata al CACGM di Braganza e al MACA di Alicante nel 2013. Nello stesso anno il suo lavoro è stato incluso nella mostra "Resistenza minima. Tra tardo modernismo e globalizzazione: pratiche artistiche negli anni '80 e '90" del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid. Ha ricevuto il riconoscimento pubblico della Fundación Valparaiso de Almería, il Premio Villa de Madrid per la migliore mostra di scultura nel 2001 e il Premio Aragón Goya 2010, assegnato dal Gobierno de Aragon alla sua eccezionale carriera artistica.

Immagini di Giorgio Perottino

CHIARA VITTONE
Fondazione Torino Musei |MAO – Museo d’Arte Orientale

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