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La vaccinazione contro l’HPV non è solo “roba da donne”
15/03/2019

È risaputo che l’infezione da papilloma virus è la principale causa del tumore della cervice dell’utero, ma è forse meno noto che il virus può provocare alcuni tumori maschili: per questo la vaccinazione è indicata anche per i ragazzi

“Al papilloma virus non importa se sei un ragazzo o una ragazza. Il virus può provocare il cancro e molte altre malattie.” Questo è uno degli slogan ideati da un gruppo di ricercatori americani che si è interrogato sul modo più efficace per rispondere alle domande e ai dubbi dei genitori riguardo alla vaccinazione contro il virus del Papilloma umano (HPV). Tra le domande più frequenti che si pongono i genitori, anche quella se la vaccinazione sia utile ai ragazzi: la risposta è sicuramente sì.

L’infezione da HPV è la più frequente infezione trasmessa per via sessuale. Nella popolazione femminile è molto comune: secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità, fino all’80 per cento delle donne sessualmente attive si infetta nel corso della vita con almeno un ceppo di papillomavirus. Esistono infatti oltre 100 tipi di HPV: alcuni provocano lesioni benigne (condilomi, altrimenti detti “verruche genitali”), mentre altri (in particolare il tipo 16 e il tipo 18) provocano lesioni pretumorali che dopo molti anni, persino decenni, possono in alcune persone trasformarsi in cancro.

Il vaccino, l’arma più efficace
L’HPV è responsabile di quasi la totalità dei tumori della cervice uterina (o collo dell’utero) e anche di altri tumori femminili (tumori della vulva e della vagina). La diffusione del Pap-test, che permette di identificare precocemente le lesioni precancerose e asportarle, è stata determinante nella riduzione dell’incidenza e della mortalità del tumore della cervice osservata negli ultimi anni. Tuttavia, l’arma più efficace contro l’HPV è la vaccinazione. In Italia dal 2007 tutte le ragazze di 11-12 anni sono invitate a vaccinarsi gratuitamente contro l’HPV. Questa è l’età ideale per vaccinarsi perché presumibilmente non si è ancora entrati in contatto con il virus e perché la risposta immunitaria è molto efficiente. Ciò non vuol dire che chi ha saltato l’appuntamento non possa recuperare negli anni successivi: il vaccino resta gratuito fino a 14 anni e dopo questa età è comunque possibile vaccinarsi pagando un contributo alla spesa.

Ora tocca ai ragazzi
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 ha finalmente esteso la vaccinazione gratuita anche a tutti i ragazzi nel loro dodicesimo anno d’età. Alcune regioni offrivano la vaccinazione a entrambi i sessi già dal 2015 (Sicilia, Puglia, Molise) o dal 2016 (Calabria, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto). Il fatto che la vaccinazione fosse inizialmente indicata solo per le ragazze, e inoltre l’associazione tra infezione da HPV e tumore del collo dell’utero potrebbero generare delle perplessità sulla necessità di vaccinare i ragazzi. È importante chiarire che l’HPV provoca malattie anche nel sesso maschile: è responsabile dei condilomi che si formano nella regione genitale e anale e può causare tumori del pene, dell’ano e tumori oro-faringei. Il rischio di infezione riguarda sia i soggetti eterosessuali sia quelli omosessuali. Il preservativo protegge da altre malattie sessualmente trasmissibili ma, poiché non copre tutta l’area genitale, non elimina completamente il rischio di contrarre l’HPV.

Lontani dagli obiettivi
I dati più recenti aggiornati al 31 dicembre 2017 mostrano che in Italia la copertura vaccinale per HPV nei ragazzi è molto lontana dagli obiettivi previsti, che erano del 60 per cento nel 2017 e del 95 per cento nel 2019. Tra i nati nel 2005, solo il 15,4 per cento dei ragazzi ha completato il ciclo vaccinale, cioè ha ricevuto tutte le dosi di vaccino. Il dato non è definitivo perché alcune Regioni non hanno ancora comunicato i numeri, ma resta preoccupante. La situazione è migliore nelle regioni che avevano già esteso l’offerta del vaccino ai ragazzi prima dell’approvazione del Piano Nazionale. Si spera quindi che, a sistema pienamente operativo, la copertura vaccinale aumenti fino a raggiungere quella ottimale a bloccare la diffusione del virus.
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